sabato 11 giugno 2016

COME CAMBIA IL TERZO SETTORE (CORSERA 27-5-2016)





Nel Maggio trascorso il Parlamento ha approvato la Legge recante le linee guida ed i paletti che il Governo dovrà prendere in considerazione nella stesura della Legge delegata (dalle Camere) che inquadrerà il Terzo Settore o Settore non-profit.

Due Premesse di fondo e due note.

Premessa 1. La censura della magistratura europea è da tempo nota: il Terzo Settore, declinato in termini di associazionismo, è meritevole nella sua interezza di agevolazioni, agevolazioni che non possono essere dal legislatore nazionale ritagliate su misura per ciascuna delle sue creature (adv, aps, onlus, asd, …).
La Riforma del Terzo Settore recepirà i contenuti delle decisioni dei giudici europei?

Premessa 2. Sarebbe opportuno che al legislatore fosse fatto presente che il Settore non-profit non è solo quello al quale, in linea generale, l’edizione di lunedì de “il Sole 24ORE” dedica un discreto spazio, quello costituito dalle mega “imprese sociali”  dai contorni giuridici talvolta sfuggenti, ambigui.

Le due note.

Nota 1. L’aspetto tributario dovrebbe caratterizzare i lavori di Riforma; le questioni fiscali aperte del Terzo Settore sono diverse e così tecniche da fare sì che in questa sede vi sia un primo elenco:

Ø     i confini fra “attività motoria” ed “attività sportiva dilettantistica” (la discutibile Risoluzione n. 38/E del 17 Maggio 2010);
Ø     l’estensione dello strumento agevolato dei compensi ai dilettanti sportivi (€ 7.500 in sostanza “esentasse”) ad ambienti che non siano solo quelli delle filodrammatiche, delle bande musicali e dei cori;
Ø     l’estensione alle “attività di gestione manuali” (il taglio dell’erba dei campi di giuoco, la pulizia e la piccola manutenzione degli spogliatoi, il lavaggio ed il riassetto delle divise da giuoco, la messa in opera e l’attrezzamento a turnazione degli spazi di giuoco all’interno delle strutture …) della normativa dei compensi agli sportivi dilettanti;
Ø     i confini dei casi in cui l’aderente ad una associazione di promozione sociale può essere remunerato senza la messa in discussione della non lucratività dell’ente;
Ø     l’applicazione dello spesometro alle associazioni operanti nel regime contabile-tributario ex Legge n. 398/1991.
Al di là di quanto sopra, tuttavia il vero focus del Terzo Settore è quello della presa di coscienza della classe dirigente politica circa il fatto che esso oggi rappresenta il più importante “ammortizzatore sociale” fra quelli non ufficiali.

Nota 2. Il più importante “ammortizzatore sociale” fra quelli non ufficiali è il Settore non-profit. Alcuni esempi concreti:

1)     persone in stato di disagio rispetto al mercato del lavoro si recano dal professionista di turno non più per avviare un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande (bar), ma un circolo culturale, non più per aprire una attività di ristorazione, ma un circolo eno-gastronomico, con l’obiettivo di “sbarcare il lunario”;
2)     giovani laureate si recano dal professionista di turno per costituire associazioni non-profit al fine di accedere a risorse pubbliche nel settore della progettualità pedagogica – educativa - formativa, assicurandosi un’entrata in denaro in barba al divieto di distribuzione di somme fra gli associati;
3)     lo strumento dei compensi ai dilettanti sportivi no-tax/inail/inps area fino ad € 7.500 annui sta tenendo in piedi l’esercito dei neo-dottori in scienze motorie; è strano, ma non sembra che i numeri di tale fenomenologia siano mai stati resi noti. Ci sarà un motivo di tenuta sociale? Sì, di tenuta sociale: sopra la soglia citata si tratta di redditi non di lavoro, quindi non vi è contribuzione previdenziale, p.es. quella Inps-Gestione Separata che sta per contro mettendo in difficoltà il popolo delle partita iva nei regimi di vantaggio. Sono squilibri non secondari che interessano in particolare le giovani generazioni.

Ecco, di fronte a questo quadro che potrebbe ulteriormente degenerare, una Riforma del Terzo Settore “responsabile” dovrebbe valutare i margini di manovra, a livello di bilancio ed a livello europeo, per applicare una misura di politica sociale  “innovativa”:
Ø     prevedere una imposizione forfettaria, ai fini Iva ed Ires, in capo alle associazioni (il modello è quello della Legge 16 Dicembre 1991, n. 398) delle quote associative eccedenti una determinata soglia, e dei corrispettivi provenienti dalla cessione di beni e di servizi ai soci, in cambio di un “reddito minimo esentasse”  dichiarato dai soci lavoratori e, eventualmente, soggetto ad una contribuzione Inps figurativa.

Un passo pionieristico verso quel sussidio per tutti, inevitabile rimedio di fronte agli annunziati collassi dei sistemi previdenziali nell’Europa occidentale.
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venerdì 10 giugno 2016

INTERNET PER TUTTI: ISTRUZIONI PER L’USO (IL SOLE24ORE 30-5-2016)



Ogni Continente, con buona pace della tecnologia, molto probabilmente sta facendo il suo percorso attraverso i vari stadi (il governo di uno, quello di pochi, quello della gente ...).

Nelle società occidentali, di fronte ancòra a certi fatti della vita sociale in chiaroscuro, che non rispondono a dei percorsi logici, inspiegabili, si invoca spesso una presunta “disinformazione coercitiva” di cui saremmo vittime da parte della classe dirigente.

Nello stesso tempo non è raro imbattersi periodicamente nella seguente esortazione all’Occidente da parte di personalità di profilo internazionale: "bombardare" di libri, di cultura le Regioni nel Mondo “disinformate”. Disinformate nella loro misura, che per noi occidentali non appare possibile. Perché forse dimentichiamo la verità in apertura.

Scritto che prima ancòra che disinformate, spesso si tratta di comunità affamate, assetate, malate, un aneddoto odierno nel suo piccolo forse fa comprendere il tutto. L’estinzione di alcune specie animali di rilievo caratterizza il Continente Africano. La cause sono molteplici. Stranote nel Vecchio Continente (vedi il bracconaggio). Una giovane rappresentante della comunità nigeriana in Biella, proveniente dalla provincia e non dalle aree metropolitane (Abuja, Lagos …), comunque mediamente scolarizzata, confessava oggi la diffusa non percezione in patria dell’argomento “rischio estinzione”. Che una certa classe dirigente locale ne possa approfittare è più che un sospetto.

Come dire: ognuno molto probabilmente deve fare i conti con il suo livello di “disinformazione coercitiva”.

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RENZI RILANCIA SULLE OLIMPIADI A ROMA E COSTRINGE I 5 STELLE A ESPORSI (SOLE24ORE 9-6-2016)




 
La attuale legislazione comunitaria non sembra prevedere distribuzione di fondi strutturali per la realizzazione e/o la ristrutturazione di impiantistica sportiva “pura”, slegata cioè da un contesto ricettivo turistico (es. il green più hotel), né tanto meno di risorse in materia di organizzazione di eventi sportivi che non siano in atto in contemporanea in più Stati membri dell’ Unione Europea. In assenza di tali sussidi da Bruxelles, nei prossimi 20 anni un distretto metropolitano della Unione Europea (fronte occidentale), mediamente indebitato, sarà in grado di ospitare da solo una edizione estiva dei Giochi Olimpici?

Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha decretato come linea guida per l’organizzazione dei Giochi Olimpici il principio che possiamo definire del “quanto basta”, in contrapposizione all’elefantìasi che ha caratterizzato diverse ultime edizioni. Tuttavia la capitale di uno Stato che vive gli eventi in parola come una continua forma “per riscattarsi” agli occhi del Mondo, saprà auto-limitarsi, auto-responsabilizzarsi?

In ultima analisi, quale altro evento urbanistico “rivoluzionario” alternativo ai G.O. in Roma potrebbe comunque catturare l’attenzione planetaria? Ammesso che sia fattibile, concentrarsi in pieno sulla ferrovia metropolitana in costruzione con l’obiettivo che la “Città Eterna”, da alcuni ingressi ad alta concentrazione di CO2 (p.es. Fiumicino) sarà raggiungibile in alternativa solo con mezzi a motore elettrico (tranne quelli legati a servizi di soccorso e di sicurezza) non potrebbe essere un interessante e salutare esempio?

mercoledì 8 giugno 2016

SUSSIDIO PER TUTTI: E LA SVIZZERA VOTA (IL CORRIERE DELLA SERA 5-6-16)




Il popolo elvetico è stato chiamato ad esprimersi su di una serie di temi raggruppati per la 234esima volta a partire dal lontano 23 Maggio 1875 (referendum circa la “Legge federale per il diritto di voto dei cittadini svizzeri”). L’Italia era unita da appena undici anni. Fino ad oggi sembra che la Svizzera non si sia mai confrontata alle urne sull’architettura costituzionale (i termini del potere legislativo, di quello esecutivo e di quello giudiziario). Si è avvicinata per certi versi in occasione del referendum del 9 Giugno 1996 in cui, tra i vari argomenti, vi fu quello della “Legge federale del 6 Ottobre 1995 sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione”.

Nel prossimo Ottobre l’Italia si cimenterà viceversa in un referendum circa l’architettura costituzionale. Un passaggio impegnativo, per la preparazione al quale sarebbe opportuno che gli Atti Parlamentari ottenessero un buona diffusione (siti web istituzionali, centri commerciali, enti pubblici, università, panetterie, teatri, cinema, ristoranti, palazzi dello sport …). Gli Atti Parlamentari contengono la volontà del legislatore non “mediata” dai mezzi di informazione.

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giovedì 2 giugno 2016

UN’EUROPA DI SONNAMBULI (SOLE24ORE DOMENICA 8-5-2016)




Facciamo finta per un attimo che l’Unione Europea sia una grande associazione sportiva o culturale. Il suo statuto prevede che vi sono degli associati esonerati da alcuni doveri e privati di alcuni diritti. In linea generale sono persone abituate ai fatti, pragmatiche, mentre in associazione il consenso richiede sovente tempi lunghi (e morti). Questi aderenti decideranno tutti insieme se recedere dall’associazione o rimanervi. Stiamo parlando del Regno Unito (Inghlterra, Galles, Irlanda del Nord, Scozia e Gibilterra), i cui cittadini sono chiamati al referendum il prossimo 23  Giugno.

In quel mentre tre Stati del Regno Unito staranno partecipando ai Campionati Europei di calcio in Francia. Il calcio è il prodotto culturale che l’Unione Europea ha prescelto per controbilanciare quelli che gli Stati Uniti d’America esportano nel Vecchio Continente (musica, fiction …). Tuttavia l’occasione dei campionati continentali di calcio talvolta fa emergere le inimicizie fra i popoli europei, che in un certo senso non contribuiscono al processo di integrazione. Si pensi a ciò che accadrebbe se, decretato il recesso del Regno Unito dalla Unione Europea, uno dei suoi tre Stati partecipanti riportasse il titolo di campione continentale in Parigi il prossimo 10 Luglio. Secondo i rispettivi analisti entrambi le ipotesi sono remote, ma la Storia, e soprattutto lo sport, non manca di scrivere vicende inconcepibili, inverosimili.

domenica 29 maggio 2016

POLEMIQUE SUR LA MODE ISLAMIQUE (LE MONDE 4-4-2016) - SCONTRO SULLA MODA ISLAMICA



Vestire all' "araba" per agevolare il processo di integrazione in Occidente. Forse non è la loro vera finalità, ma sta di fatto che alcune ditte di abbigliamento transalpine propongono linee in tale direzione. Suscitando discussioni su di un capo in particolare: il velo.


"L'emancipazione è questione di velo?" 
Sveliamo un pensiero a ritroso,spesso si dimentica che le differenze in realtà sono similitudini, anche il cristianesimo, come nel l'antichità, velava il capo alle matrone e alle donne sposate, in segno tangibile di rispetto e identificazione, di colei che passava dalla tutela del padre a quella del marito. Poi il percorso di emancipazione ed evoluzione ha fatto sì che nel contemporaneo le donne occidentali abbiano scelto di non indossarlo più... Sebbene nel rito matrimoniale spesso è utilizzato e desiderato, proprio quale segno di purezza, e nelle udienze papali è ancora richiesto, siamo poi tanto lontane? Si può seguire un percorso simile? Ai posteri l'ardua sentenza."
(Barbara Saccagno – Associazione culturale Eunomica)

giovedì 26 maggio 2016

PALERMO-MILANO E IL MONDO - ECCO LA SFIDA: COSTRUIRE IL CENTRO STORICO DELLE PERIFERIE (inserto LA LETTURA de IL CORRIERE DELLA SERA 15-5-2016)




Ci avviciniamo alla tornata elettorale del prossimo 5 Giugno che interesserà i governi di diverse città popolose in tutta Italia. 
Come è consuetudine si torna a parlare in modo piuttosto sostenuto dell’argomento della riqualificazione delle periferie. Il tutto dimenticando forse di rispondere ad un aspetto preliminare: le costruzioni, gli abitanti, gli ambienti, gli automatismi delle attuali periferie dove vengono “collocati” durante il rifacimento delle stesse?